Il lago di Venere - Domizia Yankov
Scritto da zelda   
Mercoledì 14 Luglio 2010 19:16
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Agosto 1993. Un mese e un anno difficili da dimenticare. Da maggio a luglio a Roma, Firenze e
Milano esplodono bombe che distruggono chiese e opere d'arte, appena un anno prima a Palermo sono saltati in aria un'autostrada e un palazzo. Dopo l'uccisione di Falcone e Borsellino la mafia si
accinge a esportare in tutto il paese la sua oscura strategia.
Il lago di Venere affronta un momento difficile del nostro recente passato, quello legato alle stragi di mafia, evidenziando la collusione tra potere politico e criminalità organizzata. Altri libri hanno cercato di far luce sui retroscena di quel tragico periodo, ma questo è il primo romanzo sulle stragi di mafia. L'epicentro della vicenda non è Palermo ma Pantelleria, isola nell'isola, che con il suo reticolo di grotte e bunker sotterranei ospita la fase finale dell'attacco di Cosa Nostra allo Stato. E' lì che si svolge quella trattativa segreta tra boss e uomini delle istituzioni, da cui nascerà la Seconda Repubblica, di cui soltanto oggi  si sa grazie al contributo di pentiti che lo Stato rifiuta di proteggere. Ne Il lago di Venere drammi personali e tragedie collettive appaiono indissolubilmente legati. Come in ogni storia di guerra, anche se la guerra di mafia è una strana guerra dietro la quale si intravedono solo ombre. Difficile collocare la materia incandescente di questo libro in un genere letterario. L'autrice in modo divertito ricalca i moduli del giallo d'autore (con particolare predilezione per Chandler) inseguendo, come lei stessa rivela, quel "filone realistico di scuola americana dove eventi privati e politici consentono di rivelare gli spaccati segreti di un paese".
Agosto 1993, Pantelleria: un uomo scompare in circostanze misteriose all'interno della piccola
comunità di Bugeber, a pochi chilometri dal capoluogo dell'isola. Una manciata di case che si
affacciano sul Lago di Venere, scenario di straordinaria bellezza, dove Nullo - il giornalista milanese scomparso - ha affittato il dammuso in cui ha vissuto l'ultimo anno. Ma il lago, saturo di odori intensi e colori smaglianti, è in realtà una pozza sulfurea e melmosa dove affondano cadaveri e misteri e i dammusi, antiche costruzioni trasformate in villette, si rivelano un nascondiglio ideale per tessere complotti. Alla sparizione di Nullo si intreccia una catena di delitti che sembra non terminare mai, fino a quando arriva sull'isola un investigatore privato, Martin Mandara, amico d'infanzia di Nullo ed ex poliziotto delle squadre antimafia.Sicilia come metafora, scriveva Sciascia. E in questo romanzo d'esordio, Domizia Yankov ricorre spesso al linguaggio simbolico per dare una risposta ai tanti enigmi irrisolti di quel tragico periodo.
Domizia Yankov è lo pseudonimo sotto il quale preferisce nascondersi l'autrice. Nella finzione
romanzesca, è la proprietaria del "dammuso" affittato da Nullo nonché sua amica ed ex collega. Nella vita, l'autrice si è sempre occupata di cronaca giudiziaria avendo seguito da vicini tutti processi, le inchieste e le stragi di questi ultimi anni. La sua è una voce realmente informata sui fatti.

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