Quello che vi presentiamo è l'ultimo libro realizzato da Diego De Silva, uno scrittore sceneggiatore e giornalista originario di Napoli con alle spalle una lunga serie di interessanti racconti, romanzi e sceneggiature. Mia suocera beve è anche il secondo romanzo con protagonista l’ironico e riflessivo avvocato napoletano Vincenzo Malinconico, che i lettori hanno avuto modo di conoscere nel precedente Non avevo capito niente (Einaudi, 2007). Il libro, in particolare, è entrato da poco nelle classifiche di libri più venduti.
La vita del protagonista non è cambiata molto dal precedente romanzo: ora è divorziato da Nives e la sua storia con Alessandra Persiano sembra essere in crisi. All’inizio del libro il protagonista riflette sulla sua vita mentre ripensa alla canzone Montagne verdi: si trova in un supermercato a fare la spesa.
Riflette, in particolare, sulla sua ex moglie Nives e sui suoi figli, sul significato dell’amore e della giustizia: Vincenzo Malinconico è da sempre un uomo che riflette, forse anche troppo. Le sue riflessioni, però, sono interrotte bruscamente dall’ingegnere informatico Romolo Sesti Orfeo, l’amico di un suo vecchio cliente che, proprio quel giorno, ha deciso di sequestrare Matrix, un boss della camorra vestito in abiti scuri che ritiene responsabile della morte del suo unico figlio.
Da tempo l’ingegnere spiava Matrix attraverso le telecamere di videosorveglianza del supermercato, da lui create, meditando vendetta e aspettando il momento migliore per passare all’azione. Come in una sorta di reality-show, l’ingegnere spiega alle telecamere il significato del suo gesto: processare in diretta Matrix per pulire il nome di suo figlio dalle diverse accuse mosse dopo la sua tragica morte. Suo malgrado, l’avvocato Vincenzo Malinconico è nominato dall’ingegnere, difensore d’ufficio di Matrix (Matrix è stato soprannominato così proprio dallo stesso Vincenzo Malinconico).
Presto fuori dal supermercato si raccoglie una piccola folla: forze dell’ordine, spettatori curiosi e giornalisti. Tra questi ultimi, una in particolare suscita il nervosismo generale e scatena l’animo sarcastico di Vincenzo, il quale inizia a deliziare i lettori con una serie di descrizioni molto pungenti e ironiche: Mery Stracqualurso, una giornalista quasi completamente analfabeta che lavora per una tv privata.
Grazie ad alcuni colpi di scena Vincenzo Malinconico riesce a sventare il piano dell’ingegnere, ma le sue riflessioni personali continuano. Ripensa ai suoi figli e, soprattutto, alla sua ex-suocera Assunta, soprannominata Ass in riferimento al significato inglese del termine, che da poco ha scoperto di essere malata di cancro ma che non ha alcuna intenzione di sottoporsi alle cure. Vincenzo è l’unica persona da cui si lascia avvicinare e proprio lui un giorno le porta in regalo una bottiglia di whisky…
La narrazione è vivace, ricca d’ironia e di situazioni tragicomiche che coinvolgono il lettore sin dalle prime pagine. Bella la struttura del libro in cui i capitoli che descrivono il sequestro si alternano a quelli che parlano della vita privata e delle riflessioni di Vincenzo.