| La fine del mondo storto - Mauro Corona |
| Scritto da zelda |
| Sabato 30 Ottobre 2010 16:37 |
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Un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti il petrolio, il carbone e l'energia elettrica. È pieno inverno, soffia un vento ghiacciato e i denti aguzzi del freddo mordono alle caviglie. Gli uomini si guardano l'un l'altro. E ora come faranno? La stagione gelida avanza e non ci sono termosifoni a scaldare, il cibo scarseggia, non c'è nemmeno più luce a illuminare le notti. Le città sono diventate un deserto silenzioso, senza traffico e senza gli schiamazzi e la musica dei locali.
Rapidamente gli uomini capiscono che se vogliono arrivare alla fine di quell'inverno di fame e paura, devono guardare indietro, tornare alla sapienza dei nonni che ancora erano in grado di fare le cose con le mani e ascoltavano la natura per cogliere i suoi insegnamenti. Così, mentre un tempo duro e infame si abbatte sul mondo intero e i più deboli iniziano a cadere, quelli che resistono imparano ad accendere fuochi, cacciare gli animali, riconoscere le erbe che nutrono e quelle che guariscono. Resi uguali dalla difficoltà estrema, gli uomini si incammineranno verso la possibilità di un futuro più giusto e pacifico, che arriverà insieme alla tanto attesa primavera. Ma il destino del mondo è incerto, consegnato nelle mani incaute dell'uomo... Mauro Corona ancora una volta stupisce costruendo un romanzo imprevedibile. Un racconto che spaventa, insegna ed emoziona, ma soprattutto lascia senza fiato per la sua implacabile e accorata denuncia di un futuro che ci aspetta.
![]() L’attesissimo romanzo di Mauro Corona non mi ha ampiamente convinto. Voglio precisare che “La fine del mondo storto” è un romanzo singolare ed inquietante. La storia è cruda e spaventa parecchio per vari aspetti tra cui il cannibalismo. Il romanzo non parla di speranze per un futuro più roseo, c’è solo morte e catastrofismo. Il Futuro senza petrolio ipotizzato da Mauro Corona è il ritratto di un Nuovo Mondo sprofondato nel pessimismo più assoluto. Senza il petrolio gli uomini si trovano costretti a dover rivivere l’età della pietra. Tornano i lavori manuali di un tempo fa, lo spettro della carestia torna a rivivere mietendo vecchi e bambini. Corona non lascia al lettore un attimo di pace, racconta senza sosta il “suo” Futuro privo di speranza. Senza dubbio è un romanzo interessante però “La fine del mondo storto” non riuscirà mai ad eguagliare lo splendore dei suoi libri più poetici e malinconici come Cani, camosci, cuculi (e un corvo)” e “Fantasmi di pietra”.
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