Massimo Carlotto - Alla fine di un giorno noioso
Scritto da zelda   
Mercoledì 15 Giugno 2011 15:25

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Dieci anni dopo il lancio di Arrivederci amore, ciao e il grande successo di Nordest e Perdas de Fogu il nuovo romanzo di Massimo Carlotto --- Dopo 10 anni di vita “onesta” Giorgio Pellegrini, l’indimenticabile protagonista di Arrivederci amore, ciao viene truffato dal suo avvocato che, dopo averlo derubato, lo costringe a diventare un galoppino della criminalità organizzata. Giorgio diventa vittima di un complesso incastro di interessi ed è costretto a subire. Proprio lui che per diventare un “vincente” non aveva esitato a rubare, rapinare, stuprare e uccidere. Vorrebbe ribellarsi, trovare una via d’uscita e riprendersi la sua vita tranquilla di imprenditore di successo del Nordest però il tempo è passato e ora a 54 anni si rende conto di non essere in grado di affrontare i suoi avversari in uno scontro diretto... ma le vie del crimine sono infinite e Giorgio Pellegrini è troppo intelligente e crudele per rassegnarsi al ruolo di vittima.

Il libro non è "noioso". il personaggio principale è odioso, come sono odiosi, ma in tono minore, persino i mafiosi, tutti gli altri personaggi. curiosamente ho incontrato l'autore in modo piacevolmente casuale prima della presentazione del libro, a trento; a domanda specifica: dove trova l'immaginazione per scrivere queste cose, la pronta risposta è stata: forse sono storie vere,no? ebbene è forse quello che mi aspettavo dicesse. l'intereccio del romanzo è classico nella sua semplicità, la trama non troppo complessa ma ricca di notizie spicciole di realtà veneta, cioè l'intreccio mafia-politica-malaffare che costituisce l'ossatura della realtà socio-economica del veneto. una prova letteraria a mio modo di vedere piuttosto riuscita che però lascia trasparire un velato pessimismo; ed è difficile dare torto all'autore visti i tempi che corrono. infine: questo giorgio pellegrini è davvero un uomo di merda, lui e la sua disprezzabilissima nena. un rivoluzionario fallito che tenta il riscatto sociale dimostrando di essere peggio di quelli che un tempo ha combattuto: si, un affresco decisamente rivoltante. come eroe ho preferito art keller.

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