La sindrome di Balzac - Aldo Putignano
Scritto da Dieguito_85   
Giovedì 18 Agosto 2011 16:08
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Cinque racconti brillanti (La sindrome di Balzac, Arriba Ribas,Il cane di Pavlov, InFaust, Che sia da monito), ironici, in cui le parole sembrano godere della loro capacità di rappresentare gli aspetti più paradossali, schizofrenici, del nostro vivere quotidiano. Una riflessione ironica sulle nevrosi, i falsi miti le irragionevoli casualità che sono alla base di eventi straordinari. Dallo sguardo iracondo di un torvo Balzac fustigatore di scrittori dalla fragile cultura alla gustosa e graffiante allegoria del mondo del calcio di Arriba Ribas, passando per la salace perfidia di In Faust, Aldo Putignano, tra le più apprezzate voci della cultura napoletana, ricorre alla parola per invitarci al confronto con le idiosincrasie del moderno, individuando nell’ironia, nella leggerezza, le possibili alternative alle più disparate crisi comico-esistenziali.
Recensione (consultabile sul sito www.operanarrativa.com). “La sindrome di Balzac” è una raccolta di racconti di Aldo Putignano, uno dei personaggi più attivi nella cultura partenopea.
Si parte con una storia che porta lo stesso titolo del libro: “La sindrome di Balzac” è un lungo dialogo tra uno psicanalista e il suo paziente, tormentato da incubi singolari e ricorrenti, che un po’ simboleggiano le classiche paure di ogni aspirante scrittore: non aver letto abbastanza classici. Ironico, scorrevole, simpatico, con un finale oltremodo divertente.
L’antologia procede con “Arriba Ribas”, autobiografia brillante e sorprendente di Adalberto Ribas. Prima calciatore fallimentare, poi idraulico geniale, infine fenomeno tuttofare, Ribas fa lo slalom tra incredibili vicissitudini, gag strappa risate e situazioni al limite del grottesco. Tra i racconti dell’antologia, “Arriba Ribas” è senz’altro quello che osa di più.
Terzo racconto, “Il cane di Pavlov”: tormentato rapporto tra uno scienziato geniale, Ivan Petrovi Pavlov, e il suo quadrupede, Petrus Ivanovi, che si trova controvoglia a essere la cavia dei bizzarri, e talvolta cattivi, esperimenti del padrone. Il racconto è un susseguirsi incessante di piccole vendette e frecciatine vicendevoli tra l’uomo e l’animale. Fortunatamente, le ultime pagine lasciano trasparire un happy end. O quasi.
“InFaust”, come il titolo suggerisce, è la bizzarra storia di un patto con il diavolo. Solo che, in questo caso, sia il protagonista che il demone sono… diversi dal solito. Ma soprattutto sarà l’oggetto dell’affare a essere anomalo: l’anima dell’uomo contro uno “scambio di personalità”. Racconto godibile e simpaticissimo.
Infine abbiamo il brevissimo “Che sia da monito”. Atmosfera noir, scrittura godibile e veloce, il racconto si distacca dai precedenti per tematiche e stile, ma resta comunque gradevole.
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