Non tutti i Bastardi sono di Vienna - Andrea Molesini
Scritto da zelda
Mercoledì 21 Settembre 2011 09:19
Si aggiudica quest’anno la vittoria del prestigioso Premio Campiello Andrea Molesini con il romanzo dal titolo “Non tutti i bastardi sono di Vienna” edito dalla casa editrice Sellerio, un romanzo che parla della guerra e dei soldati, della paura del nemico e degli ordini a cui è necessario obbedire, un romanzo che parla però anche di sentimenti ed emozioni, della routine della vita quotidiana e delle mille peripezie dei giovani di un tempo.
1917/ 1918. E’ in questo arco temporale che si svolge la trama di questo romanzo, che racconta la storia di un’importante famiglia, gli Spada, che vivono in una splendida villa, vicino ad un paesino che si trova a pochi chilometri dal fiume Piave, teatro, in quel periodo di uno dei momenti più terribili della prima guerra mondiale: la disfatta di Caporetto.
La storia è narrata da Paolo, un adolescente orfano che vive con questa stravagante famiglia: è lui che ci fa conoscere tutti gli altri protagonisti, non nascondendo pregi e difetti di ognuno di loro, in un momento molto difficile della loro esistenza. La villa viene infatti occupata dagli austriaci, che si macchieranno di alcuni atti di violenza talmente terribili da risvegliare i sentimenti di patriottismo e il desiderio di vendetta di tutti loro, trascinando l’intera famiglia in una specie di perversa spirale che pare non avere.
Un romanzo che parla di guerra, un romanzo sulla guerra, ma prima di tutto un meraviglioso romanzo di formazione che ci aiuta a comprendere quanto possa essere stato duro per i giovani crescere e diventare delle persone adulte in anni così tremendi e ricchi di eventi disastrosi e che ci aiuta a comprendere quanto la guerra abbia influenzato la vita ed il modo di essere delle persone.
L'autore sul palco del Campiello si è così espresso (fonte Il Corriere della Sera) «Dedico questo premio alla memoria di Elvira Sellerio - dice Molesini - perché con la sua editoria e il suo coraggio ha difeso la scelta dei padri dalla volgarità del presente. Ha difeso la nostra letteratura uguale a pochi, seconda a nessuno».