| Vandali: L'assalto alle bellezze d'Italia - Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella |
| Scritto da Federica Rapino |
| Lunedì 17 Ottobre 2011 13:02 |
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Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella già autori del celebre best seller “La Casta”, con feroce ironia affrontano in questo libro inchiesta la disastrosa situazione nella quale versa il patrimonio culturale italiano. Ripercorrendo fatti ed eventi degli ultimi anni, pagina dopo pagina, i due giornalisti del Corriere della Sera ricostruiscono e portano alla luce una lunga serie di situazioni terrificanti quasi ai limiti dell’assurdo. Incapace di far fruttare la sua più grande risorsa economica, l’Italia ci appare a tutti gli effetti come un paese del tutto incurante della catastrofe verso la quale si sta dirigendo. Con grande capacità di analisi, Rizzo e Stella restituiscono al lettore il ritratto spietato di un sistema destinato al collasso e di un intero paese che ama vantarsi della sua storia e dei suoi capolavori, ma che di fatto non fa nulla per difendere questa enorme ricchezza accumulata nel corso dei secoli. Un paese che si rispecchia pienamente nella sua classe politica, vanagloriosa e cieca di fronte i problemi reali, abbarbicata ai suoi privilegi e del tutto inadeguata a fronteggiare una situazione critica come quella delineatasi negli ultimi anni. Incapace di scelte coraggiose e impopolari, la “casta” viene messa sotto accusa soprattutto per la dissennata faciloneria con la quale amministra l’immenso patrimonio culturale, nonché per la nonchalance con la quale dirotta i soldi pubblici nelle tasche di società gestite da persone molto vicine al politicante di turno. A questa situazione di per sé drammatica, si accompagna l’eccessiva burocratizzazione delle strutture preposte; i ripetuti tagli al settore della cultura e gli immensi sprechi di denaro pubblico completano il quadro di una situazione allarmante. Musei incapaci di accogliere turisti stranieri, strutture inadeguate, tesori artistici trafugati e venduti illegalmente, luoghi della memoria abbandonati per incuria e mancanza di fondi, milioni di metri cubi di cemento che devastano e seppelliscono coste e paesaggi. Ma non è solo una questione culturale. È in primis un problema economico decisivo. Un danno progressivo che ci ha fatto scivolare al 28° posto per competitività in campo turistico. Con una scrittura scorrevole che non manca di sottolineare gli spunti tragicomici e di suscitare risate amare, indignazione e lacrime, i due giornalisti restituiscono con questo libro di denuncia l’immagine complessiva di uno sperpero di ricchezza senza precedenti che compromette tanto la memoria del nostro passato quanto il nostro immediato futuro.
Federica Rapino @twitter (Pubblicato su Primo Foglio)
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