Che la festa cominci - Niccolò Ammaniti
Scritto da zelda   
Mercoledì 04 Novembre 2009 21:10

ammaniti che la festa cominci

Saverio detto Mantos è un ragioniere che si è sposato la figlia del capo del mobilificio in cui lavora, umiliato e offeso dalla moglie e dal suocero, sfoga la sua frustrazione nel satanismo ed in una setta sgangherata, le belve di Abanddon, di cui è il capo. Sogna il grande colpo, tagliare la testa alla cantante Larita e sacrificarla a Satana. Francesco Ciba è uno scrittore famosissimo, tomber de femme, ma da cinque anni non combina niente e la sua casa editrice lo vuole scaricare.

Sasa Chiatti è un parvenu di Mondragone, ha comprato villa Ada e per inaugurarla ha messo su una festa mega galattica organizzando nel parco della villa tre cacce: alla volpe, al leone e alla tigre spendendo milioni per animali selvatici e comparse. Mantos s’imbuca nella festa con i suoi, deciso a uccidere Larita, Francesco innamorato perso della cantante riuscirà a salvarla? Sasà Chiatti, riuscirà con i soldi a conquistare i Vip? Romanzo divertente e dissacrante che mette alla berlina il variopinto mondo di calciatori,veline, politici, imprenditori,cantanti,attrici,tutti quei personaggi che ogni giorno “vivono” nelle pagine dei rotocalchi e nei pixel della TV. Insomma gli esseri inutili chiamati Vip.

 

Il riso è amaro, dall’inizio alla fine del racconto. I personaggi sono grotteschi, ampollosi e tragici, e la storia nasce da una mente alterata e febbricitante. Le opinioni non possono che dividersi: la poetica di Niccolò Ammaniti o viene affrontata con un sorriso leggero, come una storia che non può stare in piedi, oppure si affronta per quello che è: il riflesso distorto della realtà, eccessivo, eccitato e funebre.
Dopo la consacrazione ottenuta da grandi successi come Io non ho pauraTi prendo e ti porto viaCome Dio comanda, Ammaniti torna alle atmosfere grottesche e torbide diFango (Mondadori, 1999), dove la metafora di una società marcescente seguiva il dipanarsi dei racconti che formavano la raccolta.
Qui il raccapriccio ricompare, ma viene ancora più stolidamente caricato di ironia, così come tornano gli altri argomenti tipici di Niccolò Ammaniti: i personaggi caricaturali, le descrizioni fumettistiche, e apocalittiche, gli occhi di brace e i rigurgiti delle viscere della terra. Per ottenere questo effetto lo scrittore si serve, però, di personaggi a dir poco esilaranti. Come Saverio Moneta, il leader della setta ormai in declino “Le Bestie di Abaddon”. Mobiliere nel reparto cucine tirolesi del grande magazzino dell’ottuagenario e perfido suocero, Saverio, in arte Mantos, di giorno subisce le angherie di una moglie algida e di notte promette ai tre disadattati ancora rimasti nella sua setta un’azione memorabile che farà balzare le Bestie ai vertici dei cultori di Satana.
Non molto lontano dal quartier generale di Mantos, ad Oriolo Terme, un giovane scrittore romano cerca l’ispirazione durante noiosissime feste e surriscaldati auditorium. Salutato come una nuova promessa dell’editoria, dopo quattro anni di silenzio Fabrizio Ciba sta diventando una promessa mancata. Il suo editore lo sta per rimpiazzare, la sua agente ha smesso di giustificare i suoi continui eccessi, ed anche il pubblico, che fino ad ora lo ha idolatrato, inizia a contestare le sue uscite mondane.
La festa di Sasà Chiatti forse non è proprio il posto ideale per risollevare la sua reputazione, ma magari potrebbe fornirgli lo spunto per uno dei suoi corsivi al vetriolo sulla stampa nazionale. Chiatti è un palazzinaro di Monfalcone, sopraggiunto a Roma in cerca di approvazione e fama. Per ottenerli ha un solo mezzo, i soldi, con i quali riesce ad acquistare uno dei parchi più belli di Roma, Villa Ada, e ad organizzare la festa più spettacolare che la capitale ricordi. Il parco viene popolato da animali esotici, gru, ippopotami, elefanti indiani e tigri albine; per allietare i partecipanti vengono organizzate tre diverse battute di caccia in costume, ed infine, dopo l’immancabile “Amatricianata” di mezzanotte, il concerto live della mitica Larisa, la cantante rock del momento.
Tutti vorrebbero partecipare al rutilante programma, ma solo in pochi riusciranno a varcare i cancelli della villa e ad assistere all’evento più rovinoso e distruttivo che il mondo dello spettacolo ricordi. Un boicottaggio, o forse la natura, o Satana in persona, offuscheranno le luci scintillanti prodotte dai generatori di corrente elettrica. Una colata di acqua, fango, sangue e terrore, deturperà la scena e le umane sembianze.

 

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