tre secondi, di Anders Roslund e Borge Hellstrom
Scritto da zelda   
Lunedì 26 Aprile 2010 11:44
tre-secondi-roslund-hellstrom
Anders Roslund è un noto giornalista svedese; Börge Hellström ha un passato criminale da cui cerca di riscattarsi attraverso l’associazione, da lui fondata, per il recupero degli ex detenuti. Sembrano appartenere a due mondi lontani e incompatibili. Eppure, le rocambolesche circostanze della vita li vedranno, fianco a fianco, risolvere complessi delitti e crimini efferati. Non è la trama di un romanzo, è la vera storia di due stelle nascenti del crime novel svedese, che da qualche anno a questa parte ha prodotto talenti sorprendenti che hanno tenuto il mondo con il fiato sospeso, dalle inchieste del commissario Wallander, uscito dalla penna di Henning Mankell, fino all’acclamata triologia Millennium di Stieg Larsson.
Il fenomeno è talmente sentito da aver suscitato ripercussioni turistiche: A Ystad, la cittadina che fa da sfondo alle inchieste di Wallander, si organizzano percorsi guidati alla scoperta dei luoghi dei romanzi e persino la pasticceria Fridolfs, frequentata dal protagonista, ha dovuto adeguare il menù per venire incontro alle richieste dei turisti che vogliono “quello che ordina Wallander nel capitolo 5″. Roslund e Hellström, c’è da scommetterci, non tarderanno a dare origine a simili episodi. Box 21, il primo dei loro romanzi a essere pubblicato negli Stati Uniti, è stato inserito dal New York Times tra le migliori crime novel del 2009. Merito di uno stile accattivante che permette al lettore una totale identificazione con i personaggi, e una scrittura incalzante capace di creare suspense continua.
Tre secondi, l’ultima fatica dei due autori, non fa eccezione. Ritorna il vecchio commissario Ewert Grens, che si muove in una Stoccolma mitica e sfuggente quanto la Parigi di Maigret, solo un po’ meno malinconica e appena più crudele. Ma al centro del romanzo c’è Piet Hoffman, nome in codice Paula, che sarebbe riduttivo definire “un infiltrato della polizia”: Piet è un professionista del doppiogiochismo, un uomo capace di scindersi a metà per anni e di crearsi due vite, due personalità. Entra in crisi solo nei momenti in cui deve fare rapporto: allora le due identità si incontrano, si guardano allo specchio, e Hoffmann riconosce il rischio che corre ogni giorno, ogni ora: il rischio di essere scoperto e di dover fare i conti, oltre che con se stesso, con persone che non usano perdonare facilmente. Finché un giorno il suo peggiore incubo si avvera: rimane senza copertura all’interno di un carcere di massima sicurezza, mentre è sulle tracce di un traffico di droga. Basterebbe abbassare l’attenzione e le difese per un momento, per soli tre secondi, per far saltare la copertura e mandare all’aria l’operazione. Non gli resta che calarsi fino in fondo nel suo personaggio senza mai però permettergli di diventare reale (ma è possibile?). Un thriller avvincente che promuove a pieni voti il duo svedese. Chi dice che gli scrittori non sono bravi a lavorare a quattro mani?
Commenti (0)Add Comment

Scrivi commento

busy
 

Top Utenti

 

Cerca

Web
booksandbooks.it

Ultimi Commenti

iscriviti al feed
unisciti al nostro gruppo su facebook