Perché mangiamo troppo (e come fare per smetterla) - Kessler David A.
Scritto da Zeno
Venerdì 02 Luglio 2010 21:03
Perché di fronte a certi cibi non riusciamo a controllarci? Perché, nonostante sappiamo che possono danneggiare la nostra salute fino a portarci all'obesità, non smetteremmo mai di mangiare certe cose? A partire da queste semplici domande, David Kessler ha iniziato anni fa un'indagine sull'industria alimentare e sulla qualità dei prodotti che finiscono ogni giorno nei nostri piatti.
La scoperta, forse prevedibile ma soprattutto allarmante, è che le lobby del cibo usano meccanismi simili a quelli impiegati dall'industria de! tabacco, ovvero alterano gli alimenti per indurre nel nostro cervello un senso di gratificazione e dunque di dipendenza dal prodotto. Ma Kessler non si limita alla crociata contro l'industria alimentare, bensì punta il dito anche contro le nostre cattive abitudini e soprattutto ci fa capire che le nostre scelte possono aiutare noi a evitare di cadere nella trappola e, di riflesso, a modificare tali pratiche da parte delle multinazionali del cibo.
Molti di noi sanno che resistere alla tentazione di certi piatti a tavola è quasi impossibile: sono troppo appetitosi. Ma perché poi non smettiamo di mangiare, anche quando dovremmo sentirci sazi? Perché, mentre diciamo «no», continuiamo a sgranocchiare, a spizzicare, fino a ingozzarci? Il dottor David Kessler, pediatra americano famoso per aver condotto una dura battaglia contro le multinazionali del tabacco che alteravano le sigarette con addittivi, in questo libro ci spiega perché non riusciamo a resistere a certi cibi, in particolare a quelli ricchi di grassi, zucchero e sale. Per farlo, utilizza le più recenti ricerche scientifiche, soprattutto una serie di esperimenti sul funzionamento del nostro cervello. L’autore, che quando fu ai vertici della Food and Drug Administration statunitense riuscì a far cambiare le etichette di molti prodotti alimentari rendendole più trasparenti per i consumatori, in queste pagine si sofferma sui fattori che impediscono alle persone di smettere di mangiare troppo. Ad esempio, è stato scoperto che alcune sostanze alimentari innescano in noi una sorta di circolo vizioso: mangiare certi cibi ci stimola a continuare a mangiarne, e a mangiarne ancora, e poi ancora. È un meccanismo che le aziende alimentari e le catene di fast food conoscono benissimo: infatti lo usano per progettare prodotti «appetibili», che creano vera e proprio dipendenza. È lo stesso meccanismo che porta molti di noi a ingrassare, o addirittura all’obesità: una drammatica emergenza sociale e sanitaria non più solo statunitense, ma ormai diffusa anche in Italia dove, apprendiamo dal libro, un milione di bambini ha problemi di sovrappeso. Ma come fare a resistere davanti a un «cibo tentatore» e ad abbandonare le vecchie abitudini? Per ottenere questo risultato ci vorranno, secondo Kessler, alcune pratiche ripetute nel tempo e un cambiamento nel comportamento individuale. I passaggi evidenziati dal libro per smettere di mangiare troppo sono quattro: la «consapevolezza del fatto che c’è da fare una scelta»; l’«adozione di comportamenti antagonisti»; la «formulazione di pensieri che possano contrastare quelli vecchi e zittirli» e infine «il sostegno» delle persone vicine per non ricadere nel problema dell’«iperfagia condizionata».
Perché mangiamo troppo è un’analisi seria e approfondita del modo in cui mangiamo capace di spiegarci perché rischiamo addirittura di diventare ostaggio del cibo, attraverso una serie di informazioni utili, che possono aiutare a trovare una soluzione. Non a caso questo libro di Kessler, che ha fatto un record di vendite negli Stati Uniti, è diventato per la first lady Michelle Obama il punto di partenza per la sua battaglia contro la cattiva nutrizione, e una sorta di Bibbia nella lotta all’obesità infantile e nella sua campagna per la corretta alimentazione.