Dopo un silenzio di dieci anni lo scrittore svedese Henning Mankell torna in libreria con l’ultima avventura del commissario Wallander, il libro dal titolo “L’uomo inquieto” viene pubblicato dalla casa editrice Marsilio.
Håkan von Enke è un comandante di sommergibile ormai in pensione. Ogni giorno esce per la sua passeggiata mattutina nel bosco ma questa volta non fa più ritorno a casa. L’ispettore Wallander si mette subito alla ricerca di von Enke a cui si sente particolarmente legato anche da un punto di vista affettivo. Von Enke infatti è il futuro suocero di sua figlia Linda. Poco tempo dopo anche la moglie di von Enke scompare.
Gli indizi sulla scomparsa dei coniugi von Enke portano l’ispettore Wallander indietro nel tempo di oltre due decenni. La Guerra fredda, l’estrema destra svedese, killer professionisti dell’Europa dell’Est ma anche sottomarini sovietici avvistati in Svezia durante gli anni ’80 e l’assassinio del primo ministro Olof Palme nel 1986 sono solo alcuni degli eventi storici realmente accaduti che questo romanzo prende in considerazione.
Si viene così a creare un giallo di grande attualità che è anche, e forse prima di tutto, un romanzo storico che cerca di penetrare in alcune delle vicende più misteriose della storia svedese cercando di far luce su cosa potrebbe realmente essere accaduto in quegli anni.
Ritroviamo in questo romanzo un commissario Wallander invecchiato, un uomo inquieto che deve fare i conti con se stesso. Il commissario Wallander si sente deluso dal mondo che lo circonda e proprio per questo sente la necessità sempre più pungente del calore della sua famiglia.
Henning Mankell ci regala un romanzo davvero appassionante e pieno di mistero che lo riconferma come uno degli scrittori di romanzi polizieschi più bravi della Svezia.