Il nuovo romanzo di Glenn Cooper: La Mappa del destino
Scritto da Alessandra
Domenica 13 Febbraio 2011 20:36
Dopo “La biblioteca dei morti” e “Il libro delle anime“, Glenn Cooper torna con un nuovo romanzo, “La mappa del destino “, in libreria dal 20 gennaio 2011 (Casa editrice Nord).
Périgord, Francia, 1899. Durante una passeggiata, due giovani turisti s’imbattono in un’enorme caverna e fanno una scoperta straordinaria. Entusiasti ed emozionati, si recano subito alla locanda del piccolo villaggio di Ruac per informare il proprietario e i clienti. Neanche il tempo di finire il racconto, e i due ragazzi vengono aggrediti e uccisi.
Périgord, oggi. Nel corso della sua lunga carriera di archeologo, Luc Simad non ha mai visto nulla del genere: un complesso di grotte interamente decorate con splendidi dipinti rupestri. E ancor più straordinaria è l’ultima caverna, la decima, dove sono raffigurate persino alcune piante, un soggetto inedito per l’arte preistorica. Ma ciò che sconcerta Simad è il fatto che quella caverna è stata trovata seguendo le indicazioni di un manoscritto del 1307, rinvenuto fortuitamente dopo che un incendio ha distrutto la biblioteca dell’abbazia benedettina di Ruac. Il testo è in gran parte cifrato, ma una cosa è certa: l’autore è un monaco che sostiene di avere duecentoventi anni…
Determinato a scoprire il legame tra i disegni preistorici e l’enigmatico manoscritto rimasto nascosto per secoli, Simad dovrà però affrontare la crescente ostilità degli abitanti del paesino, pronti a tutto pur di fermarlo. Perché nessuno deve svelare il segreto della decima stanza: un segreto che ha attraversato la Storia, dall’epoca dei templari fino all’occupazione nazista durante la seconda guerra mondiale. Ma che affonda le sue radici a 30.000 anni fa…
E’ il primo libro che leggo di Glenn Cooper e non é collegato con i due libri precedenti, per cui si legge tranquillamente senza problemi.
La prima cosa che mi sono chiesta é il motivo per il quale non hanno mantenuto il titolo originale: trovo sia molto più pertinente rispetto a quello italiano. Ma non importa, perché invece la copertina mi piace molto.
Le vicende sono narrate in terza persona e il protagonista (che domina per gran parte del romanzo) é Luc Simard un noto archeologo amante del proprio lavoro (forse avrei speso qualche parola in più per la sua caratterizzazione che risulta monodimensionale: praticamente oltre alla descrizione di un archeologo dedito al lavoro e amante delle belle donne non traspare molto altro).
La narrazione si sposta abilmente tra varie epoche: ai giorni nostri, medioevo ed epoca preistorica.
Coinvolgente, scorrevole, buon ritmo, ricco di suspance e azione, colpi di scena ben piazzati, interessanti e curate le ricostruzioni storiche (non c’è da meravegliarsi considerati gli studi dello scrittore).
Ma sarà il lettore ad avere il quadro completo della situazione infatti molti aspetti rimarranno un’enigma per lo stesso Luc. Non manca il risvolto romantico ma é decisamente molto marginale e la cosa non mi dispiace.
Un thriller godibilissimo (da ombrellone o da sere invernali) con una trama intelligente, originale e un finale inaspettato. Sicuramente recupererò gli altri libri di quest’autore.