Le Correzioni: il primo romanzo di Jonathan Franzen
Scritto da zelda
Giovedì 12 Maggio 2011 20:09
Enid e Alfred Lambert, in una città del Midwest americano, trascinano le giornate accumulando oggetti, ricordi, delusioni e frustrazioni del loro matrimonio: l'uno in preda ai sintomi di un Parkinson che preferisce ignorare, l'altra con il desiderio, ormai diventato scopo di vita, di radunare per un «ultimo» Natale i tre figli allevati secondo le regole e i valori dell'America del dopoguerra, attenti a «correggere» ogni deviazione dal «giusto». Ma i figli se ne sono andati sulla costa: Gary, dirigente di banca, vittima di una depressione strisciante e di una moglie infantile; Chip che ha perso il posto all'università per «comportamento sessuale scorretto»; infine Denise, chef di successo che conduce una vita privata discutibile secondo i Lambert.
Recensione del romanzo Le correzioni
600 pagine di lettura impegnativa, ma non lasciatevi spaventare: il romanzo è interamente godibile per i lettori navigati che apprezzino la letteratura americana delle nuove leve, abbiano un background culturale di buon spessore e ancor meglio se anglofoni. Il libro è consigliabile leggerlo speditamente, non dieci minuti prima di addormentarsi la sera: si potrebbe rischiare di perdere il filo e quindi la fluidità del racconto, che merita la giusta attenzione, e ci ripagherà ampiamente delle energie impiegate. Non è forse il romanzo giusto per i lettori della domenica perché impegnativo per le proporzioni e per gli argomenti trattati: rischierebbe di ricevere una bocciatura immeritata. Franzen è un giovane scrittore che sfrutta il suo talento per tessere un ritratto all'acido muriatico della middle class americana, in cui prevalgono ancora principi superati come perbenismo, moralismo e obbligo di mantenere una facciata che mascheri i veri contenuti della realtà domestica: cupi, opprimenti e repressivi. Uno scrittore d'avanguardia che non si risparmia di trattare argomenti classici e ingombranti come il senso d'inadeguatezza davanti al mondo o l'incapacità di sacrificare i propri principi di fronte agli imperativi della vita. Si aggira nel disordine creato dai compromessi accettati per buona pace, ma che fanno crollare l' autostima, fra i detriti psicologici lasciati dalle aspettative deluse; sfoglia il catalogo di tutte le insopportabili vergogne e umiliazioni dovute all'avanzare dell'età senile. Le correzioni sono quelle che ognuno riceve o cerca di infliggere agli altri; sistemi di sopravvivenza, piccoli o grandi cambi di rotta necessari per aggiustare ciò che non funziona, le riparazioni che continuano a risultare inefficaci su di sé e sulla propria ineluttabile esistenza.