Un’avventura sentimentale che presto diventa un’ossessione amorosa. Il primo romanzo scritto da Orhan Pamuk dopo il conferimento del Premio Nobel. Una struggente storia d’amore ambientata nella Istanbul degli anni Settanta.Rampollo di una ricca famiglia di Istanbul, Kemal sta per fidanzarsi con l’altolocata Sibel. Tutto sembra filare per il verso giusto, ma Kemal si innamora perdutamente della giovane e bellissima Füsun, una sua cugina appartenente al ramo povero della famiglia. Fra i due ha inizio una relazione eroticamente molto intensa, che travalica le leggi morali della Turchia degli anni Settanta.

Ma i valori tradizionali (e l’opportunismo) hanno la meglio: Kemal si fidanza con Sibel pensando di continuare comunque la relazione con l’amante povera. Però Füsun scompare e lui cade in una forte depressione, si ritrae dal suo ambiente e si rifugia nell’appartamento in cui era solito incontrarla. Dopo un anno di sofferenze i due si ritrovano: la ragazza si è ormai sposata con uno sceneggiatore. Kemal non si dà per vinto: fonda una società per finanziare il debutto cinematografico del marito, va con la coppia sul Bosforo a vedere film sentimentali nei cinema all’aperto. E, soprattutto, diventa un loro ospite fisso: in otto anni cena con Füsun e il marito mediamente quattro volte la settimana. Quasi tutti intuiscono cosa nascondano quelle visite, ma nessuno dice niente, un po’ per interesse, un po’ per senso dell’onore, e poi la stessa Füsun ha un comportamento ineccepibile. Durante questi otto anni la Turchia vive una fase di grandi tensioni politiche che culminano nel colpo di Stato del 1980 (per Kemal un’autentica iattura: deve abbreviare le visite a causa del coprifuoco). Nel 1984 Füsun decide di divorziare e di sposare Kemal, ma dopo la prima notte d’amore muore in un incidente d’auto. Kemal decide di comprare dalla madre di Füsun la casa in cui vive e di farne un museo dedicato alla donna, il Museo dell’innocenza, nel quale sistemare tutti gli oggetti che per consolarsi sottraeva durante gli inviti a cena: cagnetti di porcellana, orecchini, cicche, calzini, uno spargisale, uno slip, una grattuggia, degli accendini… e la Chevrolet dell’incidente. Infine, commissiona all’amico Pamuk il catalogo romanzato del museo: questo libro.

Narratore elegante e sottile, Orhan Pamuk torna a raccontare la Turchia e Istanbul, la sua amata città, attraverso le storie, le vite e gli amori dei suoi abitanti, perennemente sospesi tra Oriente e Occidente, tra impellente modernità e stringente tradizione. In questo romanzo, il primo dopo il premio Nobel per la Letteratura ricevuto nel 2006, l’autore indaga nelle profondità dell’animo umano con l’abilità dello scrittore di qualità, portando allo scoperto passioni inconfessabili, irrinunciabili e al contempo irraggiungibili.

Il racconto prende il via nei primi anni Settanta, nel pomeriggio di un bel lunedì di maggio, rischiarato dal “cielo tipico delle giornate di primavera a Istanbul”. È in questa cornice che il protagonista, Kemal, scopre il significato più vero della parola felicità, tra le braccia della donna amata, la diciottenne Füsun, lontana cugina. Tra i due si accende una passione al primo incontro dopo molti anni di lontananza, una folgorazione che li travolge e li trascina in un rapporto che si alimenta di un erotismo intenso e coinvolgente. La passione non si spegne nemmeno di fronte ai sensi di colpa, alle convenzioni sociali e ai doveri familiari che attanagliano Kemal: è infatti fidanzato con Sibel, ragazza giovane, elegante e di buona famiglia, per di più colta (“Ha studiato alla Sorbona”, ama ripetere il padre di Kemal). È la fidanzata ideale per uno come lui, anche se “la belva del desiderio ribelle lo divora”, il miraggio di avere l’una e l’altra lo seduce, l’idea di perdere la fidanzata “approdo sicuro” economicamente e socialmente lo spaventa e la prospettiva di una vita senza l’amante gli procura una sofferenza non solo emotiva ma anche fisica. Nel racconto di questo rovello interiore e nella descrizione dell’anatomia della sofferenza amorosa si concentra e si ammira l’abilità del narratore Pamuk, che affonda a piene mani nel labirinto delle emozioni e dei desideri di una vita.

Sullo sfondo di questo intreccio di sensazioni si snodano le tappe della tormentata esistenza di Kemal: il fidanzamento ufficiale con Sibel, la rottura del loro rapporto, il casto riavvicinamento a Füsun e l’entrata nella nuova vita che lei ha saputo crearsi. E poi l’amore per il cinema, l’impegno come produttore cinematografico, i viaggi alla scoperta dei principali musei del mondo (con numerose tappe anche in Italia) e infine, sconvolgente e certo insospettabile anche per il lettore più smaliziato, una rivelazione, che avrà il potere di trasformare il sogno in realtà e la realtà in un sogno. Felicità è stare accanto alla persona che si ama recitano i pensieri del protagonista e lo stesso autore, Orhan Pamuk si materializza nelle pagine finali di questo romanzo per aiutarlo a raggiungere il suo obiettivo, in un onirico passaggio di consegne, da cui nascerà, un Museo dell’innocenza, monito perpetuo all’amore, che travalica i confini del libro per raggiungere direttamente il cuore dei lettori. “Un museo del genere esisterà davvero – ha dichiarato Pamuk in un’intervista – Così spero per lo meno. Dovrebbe aprire nel giugno 2010.” Avrà sede a Istanbul, nel quartieri di Cukurcuma. Il biglietto di entrata è riprodotto in una pagina del libro.

Narratore vibrante e appassionato, Orhan Pamuk, tratteggia con maestria la storia di un amore che sfida la morale e le convenzioni comuni, sullo sfondo della Turchia degli ultimi trent’anni, regalandoci un romanzo di grande impatto emotivo, malinconico e travolgente, che farà riscoprire il sottile piacere della lettura.