Non è attualmente disponibile in commercio, ma sicuramente se ne trovano diverse copie nelle biblioteche, il libro che parla della legionella, una malattia nota da oltre 25 anni e di carattere prettamente nosocomiale, o almeno prevalentemente. “Prevenzione e controllo dalle infezioni da legionella” di Sommella, edito da Eleda Edizioni, è consigliato soprattutto a chi lavora nei nosocomi, quindi infermieri, barellisti, personale oss, ma anche a chi ha delle attività ricettive o a chi si muove in ampi spazi decisamente affollati e al chiuso. Il libro esplica con termini tecnici ma comunque comprensibili, le origini di questa patologia il modo in cui si propaga la legionella e sintomi principali, in modo da dare la possibilità concreta di prevenirla in primis, e di riconoscerla in secondo luogo.

Infezioni da legionella nei nosocomi

In principio la legionella era un malattia prettamente nosocomiale. Cosa significa? Significa che si diffondeva con una certa facilità negli ospedali. Il perché lo si spiega facilmente con impianti di areazione e condizionatori, nonché tubature dell’acqua, obsoleti e con una scarsa manutenzione. La legionella pneumophila, questo il nome del batterio infatti, si trasmette per via aerea, va da sé che impianti di condizionamento/riscaldamento sono  migliori ricettacoli del batterio che ama e che prolifera negli ambienti caldi e umidi. Ma non solo perché la legionella si trasmette anche facendo una banalissima doccia calda dove le particelle di acqua sotto forma di vapore veicolano all’interno del nostro corpo il batterio.

Nel libro viene spiegato molto bene il meccanismo di diffusione all’interno delle strutture ospedaliere, ma soprattutto una parte è dedicata alla prevenzione, quindi a come comportarsi e a quali misure si devono adottare per evitare il rischio di contagio e limitare quindi la diffusione di questo agente patogeno.

Legionella, la diagnosi non sempre è facile

Diagnosticare questa malattia non è sempre facilissimo perché molti sintomi sono simili a quelli di una banale influenza o di un’infezione polmonare. Per avere la certezza della diagnosi è quindi necessario fare degli esami specifici che attestino la presenza del batterio legionella pneumophila. Il nome lo si deve all’epidemia di polmonite che nel 1976 colpì un buon numero di partecipanti a un raduno di veterani a Philadelphia, da qui il nome di malattia dei legionari. Una volta fatta la diagnosi si procede con il trattamento antibiotico.

Nuova diffusione della malattia

ospedali-02Se quindi fino a qualche tempo fa la legionella era da considerarsi una malattia che si diffondeva negli ospedali, oggi purtroppo le cose non stanno più così. Il batterio, infatti, ha iniziato a propagarsi anche negli uffici e nelle strutture ricettive, motivo per il quale se si è in viaggio è sempre bene scegliere strutture che mostrino certificazioni di impianti in regola e trattati. Il rischio di contrarre la legionella in viaggio, infatti, è decisamente alto e non va sottovalutato. Vi sono stati poi dei casi anche in Italia, in normali abitazioni private. Se si è proprietari o gestori di una struttura ricettiva, si consiglia sempre di eseguire le normali procedure di pulizia professionale degli impianti per poter scongiurare il pericolo di proliferazione del batterio.

A ogni modo, questo libro è un ottimo spunto sia per chi lavori nel settore sanitario sia per chi lavori in quello ricettivo, in modo che possa prendere confidenza con le vie di trasmissione del batterio e le possibilità di debellarlo.