Secondo le statistiche recenti, ogni anno in UE vengono sprecati circa 88 milioni di tonnellate di cibo, un numero davvero incredibilmente alto e che sembra essere destinato ad aumentare sempre di più se non si mettono in campo serie misure che cerchino di arginare questo fenomeno.

Secondo le stime fatte dalla Corte dei Conti Europea, infatti, si arriverà entro il 2020 a ben 126 milioni di tonnellate di cibo sprecate in tutta Europa, e lo scenario è davvero molto triste, proprio per questo è stato creato anche un vero e proprio rapporto dal tiolo “Lotta allo spreco di alimenti: opportunità per l?unione Europea di migliorare l’efficienza della filiera alimentare”.

Le iniziative contro gli sprechi alimentari sono numerose, e si muovono anche sui social, come fanno notare sul sito Quizsociali.it (sito dedicato proprio ai fenomeni social, ai quiz ed al mondo del web), tanto da essere sempre più le pagine e i gruppi di acquisto solidale e di caccia agli sprechi.

Nonostante il tema sia discusso da anni in tutta Europa, infatti, ancora oggi mancano, sopratutto a livello politico, delle azioni efficaci e coordinate che puntino alla prevenzione degli sprechi: anche le troppe barriere giuridiche sono un vero problema, che ad oggi continua a limitare le possibilità di fare donazioni di cibo.

C’è anche chi ha pensato di creare un quiz dal titolo “Quanto cibo sprechi ogni giorno” per sensibilizzare tutte le famiglie contro gli sprechi quotidiani che ognuno di noi, magari senza rendersene conto, compie, e quindi se da un lato si aspettano delle azioni importanti a livello politico, dall’altro tutti i cittadini di tutta Europa dovrebbero prestare la massima attenzione ad evitare sprechi di cibo.

Anche comprare prodotti locali può essere un modo per evitare sprechi e inquinamento, tanto che in tutto il mondo si sta diffondendo l’abitudine e la “moda” del “Km 0”, cibi provenienti dalle stesse terre e che spesso conservano tutte le proprietà organolettiche, essendo meno trattati per la conservazione.

Senza dimenticare che, ad esempio in Sicilia, sono tantissime le arance che ogni anno vanno sprecate e vengono portate direttamente al macero per le importazioni dall’estero spesso meno costose dei braccianti in Italia, forse a causa anche delle dure leggi.

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