Ascoltavo stamattina, Primo maggio del 2020, le caute e complicate regole per la fase due del coronavirus e mi è venuta in mente quella affermazione di un generale tedesco della prima guerra mondiale, secondo cui in guerra funzionano solo i piani semplici.

Le regole della Fase 2

Leggendo regole del tipo:

si può andare a trovare i parenti, ma solo nella propria regione: forse è incostituzionale?;

vietati gli abbracci;

sui taxi solo due persone se munite di protezione individuali, sennò solo una: ma perché?;

si può fare il bagno in mare, ma solo se si è residenti, individualmente e solo a 200 metri da casa, praticamente solo il Commissario Montalbano.

Mi viene da pensare che questi scienziati cui il governo ha dato delega di privarci delle nostre libertà fondamentali, si sono convinti di poter governare l’ingovernabile, cioè, la Natura.

Verranno sconfitti, ovviamente, a meno di tenere tutte le persone a casa per sempre. E’ comunque la cura più sicura per sconfiggere la malattia: ammazzare il malato.

La resistenza del virus

Questo coronavirus semplicemente non se ne andrà. Rimarrà come l’influenza, mutando di anno in anno. Ce l’hanno detto gli “esperti” quelli che dicono che non è detto che ammalarsi dia l’immunità: ma allora perché parlano di vaccino che è una forma di immunizzazione controllata?

L’influenza, è noto, non da immunità: se la prendi, ti puoi riammalare l’anno dopo e quello dopo ancora.

Ci sono i vaccini antinfluenzali, ma sono fatti su base statistica: passata una stagione influenzale, su dati statistici si fa il vaccino per la stagione successiva; se ci si azzecca il vaccino funziona, sennò no.

C’è poi da dire che il vaccino è un prodotto industriale e come tutti i prodotti industriali può avere qualità produttive diverse e non sempre ottimali.

Ovviamente come tutte le malattie, piano piano l’uomo si adatterà, miglioreranno le cure e l’efficacia della malattia su di noi sarà sempre inferiore.

Che fare?

Cosa fare intanto?

Un po’ di cautela, sicuramente. Ricordiamoci però che noi siamo la generazione di antibiotico e cortisone, con cui per magia sparivano tutte quelle terribili malattie che hanno decimato i nostri avi: polmoniti, sifilide, tifo, colera, tubercolosi.

Non poteva sempre andarci bene; ogni tanto può comparire una malattia non facilmente curabile.

Sicuramente la Medicina si è trovata impreparata a sconfiggere un virus che attacca i polmoni, e non solo i bronchi, e troppo abituata a usare terapie d’urto che però abbassano le naturali difese immunitarie.

I nostri nonni portavano il cappello non per bellezza, ma perché se ti proteggi la testa d’inverno sei meno soggetto alle malattie respiratorie: saggio uso che dovremmo riprendere, e forse più sano delle mascherine. Quindi proporrei una ricetta diversa; riapriamo tutto, sennò muore l’economia; poche e semplici regole igieniche da seguire: mascherine obbligatorie solo in luoghi affollati e chiusi, metropolitane e in generale mezzi di trasporto, poi, chi vuole, le usa anche in altre circostanze.

Riapriamo soprattutto le scuole, e lasciamo le madri libere di tornare a lavorare.

Incentivare stili di vita sani: meno obesità, fumo, eccesso di consumo di zuccheri, droghe, tutto quello che danneggia i polmoni e indebolisce il nostro sistema immunitario, che è la prima e migliore barriera contro la malattia.

Protezione dei soggetti più a rischio magari non facendoli andare a lavorare e pagandogli lo stipendio.

Maggiore correttezza nella informazione; non possiamo dire che sono morti di coronavirus persone che avevano tre o più gravi patologie.

Ripensare ad uno sviluppo economico che non crei inquinamento.

Troppe regole creano incertezza, e alla fine le persone rinunziano a fare le cose per timore di sanzioni e si abituano a privarsi della libertà.

E poi accettare la Natura: non possiamo controllare tutto. Più che l’approccio tecnologico propongo l’approccio filosofico.

 

agendapolitica.eu

Pietro Ferrari